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mercoledì 29 febbraio 2012

SPAGHETTI ALLA LUGANEGA

 
Due spaghi in compagnia con una ricettina veloce e gustosissima .
Gli ingredienti ? Luganega , panna da cucina , sale , pepe , peperoncino , vino bianco .
Mentre l'acqua per gli spaghetti è sul fuoco per arrivare a bollire , in una padella di ceramica si sbriciola una generosa piega di Luganega e la si fa soffriggere bene senza aggiunta di grassi .
Si sfuma con vino bianco e si lascia evaporare .
Una volta asciugato il vino si aggiusta di sale , pepe e peperoncino e si aggiungere la panna da cucina .
Si lascia andare per qualche minuto fino a che il sugo non avrà raggiunto una bella consistenza cremosa e ristretta.
Si buttano gli spaghetti che a loro cottura si mantecheranno direttamente in padella con il sugo per finirli con una bella spruzzata di pecorino toscano grattugiato .
Una ricetta semplice, forse anche troppo , ma così gustosa e festosa da fare in compagnia , quando il tempo è poco e la fame tanta .
Provare per credere .

martedì 28 febbraio 2012

CARNAROLI ALLO ZAFFERANO CON CURRY DI POLLO E RADICCHIO

 
Per una serata dove non si hanno troppe idee fantasiose , un risotto risolve tante cose .
Per questo ho scelto il Carnaroli che per altro è uno dei mie prediletti come riso .
Per 4 persone ho preparato un fondo con olio extra vergine di oliva e uno scalogno tritato finissimo . Ho tostato dentro 300 gr di riso e poi sfumato con un bicchiere di vino bianco secco .
Ho portato a cottura il riso nel modo classico con brodo di carne (da aggiungere a piccoli mestoli girando continuamente il riso e non tutto insieme) e alla fine ho aggiunto una bustina di zafferano , una noce di burro e una manciata di grana grattugiato .
Per il curry molto semplice , un mezzo petto di pollo tagliato a dadini piccoli in una casseruola con un filo di olio extra vergine di oliva e uno scalogno ; ho fatto rosolare bene aggiustando di sale e di pepe ; ho sfumato con un po di vino bianco secco , lasciato evaporare l'alcol e aggiunto una mezza palla di radicchio rosso tagliato a listarelle e lasciato stufare nel pollo ; poco dopo ho aggiunto abbondante mix di spezie per curry e lasciato andare per qualche minuto aggiustando il tutto con mezzo bicchiere di panna liquida .
Il piatto si compone con riso allo zafferano sotto e una generosa porzione di curry di pollo e radicchio sopra.
Molto esotico e saporito per chi ama i gusti spiccati e speziati e non ha paura di sperimentare .

lunedì 27 febbraio 2012

TRECCIA DI PAN BRIOCHE CON MARMELLATA DI PESCHE

 
A volte basta veramente poco per inventarci un qualcosa per cui avere voglia di alzarci la mattina e fare colazione .
Questa treccia di pan brioche è fragrante al punto giusto per invogliarci a cominciare bene la giornata .
Ingredienti :
300 gr di farina Manitoba
40 gr di burro
2 uova
80 ml di latte
1 cubetto di lievito di birra
la scorza di arancia grattugiata
80 gr di zucchero
pizzico di sale e
marmellata di pesche per la farcitura (io uso la mia per la quale vi darò poi la ricetta in seguito)
Zucchero semolato , cannella e tuorlo d'uovo per cospargere la superficie .
Si impasta il cubetto di lievito con circa 150 gr di farina e 40 ml di latte ; si forma un composto omogeneo che si lascia lievitare per almeno mezz'ora ; questo è il famoso lievitino che aiuta tutti gli impasti dolci lievitati a prendere meglio il processo di lievitazione frenato dagli ingredienti dolci e grassi e a diventare poi soffici e fragranti .
A parte si impasta la restante farina con le uova , il restante latte , il burro fuso , la scorza di arancia , il pizzico di sale .
Una volta che il lievitino è pronto si unisce all'altro impasto amalgamando bene il tutto e si pone di nuovo in lievitazione per almeno un paio di ore .
Una volta che la palla avrà raddoppiato il suo volume si può stendere con un mattarello ottenendo un grosso cerchio che andrà cosparso con marmellata di pesca e arrotolato su stesso , ottenendo un lungo rotolone che andrà messo su una teglia foderata di carta forno dandogli la classica forma di treccia o qualsiasi altra a piacimento e fantasia .
SI lascia nuovamente lievitare per almeno altri 40 minuti poi si cosparge la superficie di tuorlo d'uovo con l'aiuto di un pennello e si cosparge di zucchero semolato e cannella .
Una volta passato il tempo di riposo si inforna a 180 à per 4o minuti .
Il risultato sarà una pasta dolce , soffici e golosa adattissima alle nostre colazioni.


domenica 26 febbraio 2012

BRACIOLA FRITTA IMPANATA ALLA TOSCANA

 
Tutti sanno che fritta “l'è bona pure una ciabatta” ; ebbene si , ma questa è decisamente meglio di una ciabatta ed è semplicissima e velocissima da preparare , basta una bella braciola di manzo da friggere (il macellaio la taglia dal pezzo in base al tipo di cottura che vogliamo utilizzare) pane grattugiato , uova , sale , pepe e un trito di salvia , rosmarino e aglio .
Si passa la braciola nell'uovo sbattuto leggermente salato e poi nel pane grattato insaporito con il trito di salvia , rosmarino e aglio , sale e pepe .
Io faccio questo passaggio due volte per ottenere una panatura più croccante e consistente .
Dopodiché si passa in padella con olio di semi ben caldo per la cottura ;
qualche minuto da un lato e qualche minuto dall'altro .
Ed ecco pronta la nostra braciola fritta impanata alla toscana.
Sentirete che magia di aromi sprigionano le erbe tritate all'interno della panatura al contatto con l'olio caldo .
E' un piatto per grandi e piccini che ogni tanto ci si può concedere da gustare con un bicchiere di Cartizze ghiacciato che con le sue bollicine e la sua secchezza aiuta a sgrassare il fritto …..

venerdì 24 febbraio 2012

MINI SOUFFLE' AL CIOCCOLATO


 
Per questi dolcini mono pozioni occorrono veramente pochi e semplici ingredienti e sono di facile preparazione .
Per 4 soufflé occorrono :
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di zucchero
30 gr di farina
30 gr di cacao amaro
60 gr di burro
2 uova
Si procede mettendo a sciogliere il burro in un tegame antiaderente e si inseriscono i due tuorli , lo zucchero , la farina , il cacao ed il cioccolato .
Con una frusta si gira bene finché tutti gli ingredienti non sono ben sciolti e amalgamati tra di loro . L'importante è che non siano presenti grumi nel composto .
Una volta che si è fuso il burro questo procedimento può essere fatto anche lontano dal fuoco oppure su di una fiamma molto bassa per favorire lo sciogliersi del cioccolato senza rischiare di far assumere un sapore di bruciato agli ingredienti .
A parte si montano le due chiare che andranno unite al composto lasciato intiepidire .
Si mescola con una spatola di silicone (marisa) incorporando dal basso verso l'alto il prodotto per evitare che si perda l'aria delle chiare montate .
L'aria è importante per la buona riuscita del soufflé visto che non c'è lievito nell'impasto e che il gonfiarsi del dolce è completamente affidato alla produzione dell'aria nel composto .
Si imburrano e infarinano dei mini stampini da forno e si riempiono con il composto lasciando un po di spazio al bordo . Non vano riempiti completamente perché in cottura gonfieranno .
Si infornano a 180 gradi , forno già caldo,  per circa 20 minuti .
Possono essere serviti caldi e in questo modo risulteranno molto soffici e leggeri , oppure anche freddi e prenderanno una consistenza più corposa lasciando una percezione del gusto di cioccolato più marcata e decisa .
Ideali per un fine pasto goloso .


giovedì 23 febbraio 2012

GIARDINIERA DEL MIO ORTO

 
La scorsa estate il mio orto mi ha regalato una miriade di verdure fresche , saporite , colorate ; ma ne ha fatte talmente tante che ogni sera quando rientravo dal lavoro e mi dedicavo un ora al mio orto scacciapensieri , rientravo a casa con ceste stracolme di ogni prelibatezza ; zucchine , carote , pomodori , sedano , cipolle , piselli , fagiolini , cetrioli , peperoni e chi più ne ha più ne metta .
Allora non ho potuto esimermi dal conservarle nel modo più classico ma anche più gustoso che ci sia . Ho fatto circa 30 barattolini di giardiniera .
Il procedimento è molto semplice , il tempo lo si spende di più nel lavare la verdura e prepararla a piccoli pezzi . La verdura , come avete ben , capito può essere di qualsiasi tipo e qualità ; l'importante è ricordare bene le dosi per non trovarsi una giardiniera troppo forte di aceto oppure troppo debole .
Per circa 1 chilo e mezzo di verdure occorrono 2 litri di aceto e mezzo litro di acqua , una bella manciata di pepe nero in grani , qualche foglia di alloro , 4 cucchiai di sale grosso e 4 cucchiai di zucchero di canna .
Dobbiamo fornirci di un bel tegame capiente a sponde alte , di quelli che si adoperano per le conserve , le marmellate , la passata di pomodoro per intenderci .
Si inserisce l'aceto e l'acqua e si porta ad ebollizione .
Quando bolle si buttano tutte le verdure già lavate e spezzettate e le si lasciano per circa 10 minuti . Non di più perché le verdure devono rimanere belle croccanti per dare un risultato ancora migliore .
Insieme alle verdure nell'aceto si uniscono anche il sale , il pepe , l'alloro e lo zucchero .
Passati i dieci minuti si toglie dal fuoco , si scolano le verdure e le si lasciano raffreddare un po in un colino perché si scolino bene dal loro liquido di cottura .
A questo punto si possono invasare in tanti barattolini che andranno poi rimboccati con un po dell'aceto di cottura , qualche grano di pepe , una fogliolina di alloro e per terminare con un po di olio extra vergine di oliva .
Secondo me così vengono molto più delicate e profumate rispetto che a riempire il vaso completamente con l'aceto .
Si chiudono e si mettono a sterilizzare in un altra capiente pentola con acqua che passi sopra i coperchi dei vasi , sul fuoco a bollire per almeno 30 minuti e lasciati raffreddare nella loro acqua dentro la pentola .
Se mettete alcune pagine di giornale sopra i coperchi rincalzandole all'interno della pentola si ha una maggiore garanzia che la pastorizzazione del vasetto riesca .
E' importante poi controllarli uno ad uno toccando il sopra del coperchio , se non muove e non si sentono bolle , significa che è chiuso bene ed è pronto per essere conservato .
Pensate che  ora , in pieno inverno , mi sto gustando la mia giardiniera che mi riporta alle assolate giornate d'estate e mi fa sognare un po .
E' ottima in abbinamento con il bollito , o come antipasto insieme a degli affettati misti oppure anche tritata unita a dell'ottima maionese fatta in casa e ad una punta di peperoncino e spalmata come salsa su dei crostini o dentro dei tramezzini .
Insomma si può utilizzare in tantissimi , gustosissimi e freschissimi modi . 
Questa ricettina è da prendere e mettere da parte per la bella stagione che sta arrivando quando ci donerà tutti i suoi profumati e preziosi frutti .  


mercoledì 22 febbraio 2012

TRENETTE ALL'UOVO CON CARNE BIANCA , RADICCHIO E GORGONZOLA

 
Nella settimana di carnevale , ci possiamo concedere anche una pasta un po più sostanziosa e questa lo è davvero .
In una padella rivestita di ceramica ho inserito 4 salsicce miste di tacchino e pollo ben sbriciolate e ho fatto rosolare bene aggiungendo un po di sale , pepe nero , un trito di salvia rosmarino e aglio e un po di scalogno tritato finemente .
Una volta rosolato ho aggiunto mezza palla di radicchio rosso tagliato a listarelle e l'ho fatto appassire insieme alla carne ; dopodiché ho sfumato con un bicchiere di vino bianco e ho lasciato evaporare bene l'alcol .
Ho aggiustato di sale e di pepe e aggiunto una fetta di gorgonzola dolce .
Ho girato il tutto per aiutare il formaggio a sciogliersi e a creare una cremina profumata ed invintante.
Nel frattempo ho portato ad ebollizione l'acqua per la pasta ed ho buttato circa 400 gr di trenette all'uovo leggerissime e freschissime .
Praticamente sono delle tagliatelle più larghe con un taglio smerlato anziché dritto ma trovo che siano davvero perfette per assorbire sughi così corposi come questo .
Le ho cotte per circa 2 minuti , giusto il tempo del bollore essendo della pasta fresca , scolate direttamente in padella nel sugo e saltate per qualche attimo per far amalgamare bene il tutto .
Servite con una spolverata di pecorino toscano tagliato a piccole scaglie .
Una delizia per il palato .


martedì 21 febbraio 2012

PANINO FARCITO O SUPER IMBOTTITO





 

Immaginate un sabato a casa senza impegni e senza famiglia di cui occuparsi .
Dopo qualche lavoretto classico di rassetto generale degli ambienti , concedersi un momento speciale di relax sul divano tutto per noi ….
Un bicchiere di Morellino di Scansano e un mega super farcito panino creato al momento con tutto quello che ci capita sotto mano nel frigo …
Volete sapere come ho fatto il mio ?
Due fette di pane toscano bruschettato sulla piastra della cucina economica passate con un filo di olio extra vergine (fuori dalla piastra ovviamente) sale e pepe ;
Dentro ho messo delle fettine di frittata avanzata della sera prima che avevo preparato con uova , latte , parmigiano grattugiato , mozzarella tritata , sale , pepe e un po di latte ; Poi delle fettine di vitello cotto all'olio nella padella rosolato bene salato e pepato (anche quello avanzato) qualche fetta di pecorino sottilissima e qualche fetta di formaggio coi buchi .
Certo è che qui la fantasia fa da padrona e si può mettere dentro tutto quello che più ci piace e che si trova nel frigo ..
Ho chiuso le due fette di pane e le ho passate nel forno a microonde per qualche minuto ; giusto il tempo di far sciogliere il formaggio e scaldare la carne e la frittata .
Il risultato ?
Una goduria pazzesca .
Non c'è niente di meglio di queste piccole parentesi di meritata pace e solitudine nella tranquillità della propria casa .


lunedì 20 febbraio 2012

TAGLIOLINI IN BRODO DI PESCE





 

Cosa c'è di meglio di una minestra calda quando fuori è così freddo ..
Ma non è detto che ci si debba sempre accontentare di quelle minestrine da policlinico insipide e insapori .
Oggi ho preparato dei tagliolini freschi all'uovo che ho poi cotto in un brodo di pesce molto profumato e aromatico .
Si parte facendo il brodo con i classici scarti del pesce ; io lo preparo sempre quando faccio delle preparazioni a base di pesce e mi rimangono delle teste , dei gusci , delle lische ; ne approfitto per preparare il brodo che poi congelo filtrato in delle bottiglie di plastica e tiro fuori all'occorrenza .
Si mettono gli scarti di pesce in una pentola capiente con abbondante acqua fredda , sedano , carota , cipolla , sale , pepe , alloro , basilico e prezzemolo .
E si lascia andare a fuoco vivace fino al raggiungimento del bollore e poi a fuoco lento si fa cuocere per almeno un ora e mezzo .
Quando il bollore è bello forte io aggiungo un bicchiere di vino bianco che da un tocco aromatico al brodo e fa evaporare l'alcol grazie al calore .
I tagliolini si preparano che le classiche dosi 1 uovo per 100 gr di farina e un filo di olio extra vergine di oliva per tenere la pasta più elastica e liscia .
Si tirano e quando sono asciutti a sufficienza si passano alla nonna papera nel taglio da tagliolino appunto .
SI filtra il brodo con un colino molto stretto per eliminare tutte le impurità , si mette di nuovo sul fuoco e raggiungimento del bollore si aggiungono i tagliolini (nella quantità bisogna sapersi regolare un po come nella cottura della pasta o delle altre minestre) .
Quando schiumano sono pronti , bastano veramente un paio di minuti al massimo .
Si servono caldissimi .
Un modo sfizioso e originale di scaldarsi nella fredde sere invernali .

venerdì 17 febbraio 2012

RISOTTO SFUMATO ALLA FALANGHINA MANTECATO CON ASIAGO FRESCO

 
La Falanghina è un vino bianco estremamente profumato e aromatico con un retrogusto fruttato che la Campania ci regala .
E allora ho pensato perché non prepararci un risotto in abbinamento all'Asiago fresco che è un formaggio dal gusto non troppo deciso ma molto equilibrato adatto a sposarsi a mio avviso con questo vino meraviglioso .
Il riso giusto da usare è il Carnaroli .
Si parte con un fondo di scalogno tritato in olio extra vergine di oliva e si fa tostare circa 400 gr di riso Carnaroli in una padella rivestita di ceramica avendo cura di rigirarlo per non farlo troppo attaccare .
Secondo me questo tipo di padella ,che ha delle sponde abbastanza alte , ampia e rivestita è l'ideale per i risotti .
Una volta che il riso è tostato si procede a sfumare con due bicchieri di Falanghina che si lascia evaporare continuando a girare .
Il risotto è una preparazione che necessita di presenza continua al fuoco , non può mai essere lasciato solo .
Una volta che il vino è evaporato lasciando tutto il suo aroma al riso si prosegue con la cottura del risotto con il metodo classico ; mestolo di brodo vegetale o di carne da aggiungere non appena il riso lo assorbe tutto . Fino ad ottenere un chicco ben compatto ma non troppo duro . Il Carnaroli ci aiuta molto in questo .
A questo punto si aggiusta di sale e pepe nero macinato fresco e si manteca con una noce di burro , 200 gr di asiago fresco grattugiato e una manciata di parmigiano .
Quando il riso sarà ben mantecato è pronto da essere servito , ben caldo e anche un po all'onda .
Se lo si lascia riposare troppo finisce che si asciuga più del dovuto ;
Quindi è bene servirlo quando ha ancora in se la giusta dose di umidità .
Sentirete il retrogusto fruttato della Falanghina che va a nozze con il sapore delicato dell'Asiago .
Buon appetito .


mercoledì 15 febbraio 2012

TORTELLI CASARECCI DI PATATE AL SUGO DI POMODORO E FUNGHI

 
In Mugello questi tortelli vanno per la maggiore .
E' una pasta fresca ripiena classica che si trova sulle tavole nei giorni di festa , la domenica , durante le cene importanti ..il piatto di tortelli non manca mai .
La pasta fresca si prepara con un uovo intero per ogni 100 gr di farina .
Il ripieno con patate bollite schiacciate , sale , pepe , noce moscata , burro e abbondante grana grattugiato ; c'è da dire che in molti usano aggiungere al ripieno o prosciutto crudo tritato o salsiccia e un trito di prezzemolo e aglio . Ma a me piacciono di più con un sapore neutro senza aggiunta di gusti così forti . Sono decisamente più delicati e si prestano maggiormente all'utilizzo di sughi più saporiti nel condimento .
La sfoglia è una preparazione che penso sia conosciuta da tutti , quindi eviterò di riproporvela .
Per quanto riguarda la preparazione dei tortelli , ognuno li può preparare come meglio si trova , come raviolo , con delle forme (Come ho fatto io in questo caso) a propria sapienza e fantasia .
Il sugo che ho usato io è di pomodoro profumato ai funghi .
Passata di pomodoro , un abbondante noce di burro , sale e pepe e una manciata di funghi porcini secchi fatti rinvenire in acqua calda e strizzati bene .
Sono molto buoni e soprattutto non pesanti . Uno tira l'altro .
Un altro condimento classico che si usa da noi è con il ragù di carne alla bolognese (vedi ricetta nel mio blog) e anche con burro fuso e salvia .
Tortelli di patate mugellani ….pensate che in alcuni supermercati si trovano nel banco della gastronomia o delle paste fresche confezionati importati direttamente da alcune delle nostre zone a produzione artigianale .
Chiaramente non saranno mai buoni come quelli preparati in casa direttamente da noi .


martedì 14 febbraio 2012

CROSTONI DEI RICORDI ….ALLA PIZZAIOLA





 

Può essere una merenda , un antipasto , uno stuzzichino o anche una cena veloce in una serata davanti alla tv dove non si ha voglia di cucinare cose complicate .
Il crostone è davvero un jolly in questo senso , anche perché lo si può condire in tutti i modi che il gusto e la fantasia ci suggeriscono .
L'importante è l'utilizzo di ingredienti freschi e semplici .
In questo caso ho scelto il gusto pizzaiola .
Occorrono delle fette di pane toscano raffermo da disporre su una teglia coperta con carta forno ;
si ricoprono con passata di pomodoro , un pizzico di sale , un filo di olio extra vergine di oliva , origano , pepe e mozzarella tagliata grossolanamente .
Si infornano per circa 10 minuti a 200 gradi , giusto il tempo di rendere la fetta croccante e far sciogliere la mozzarella . 
Un tocco finale , una volta usciti dal forno un altro filo di olio evo a crudo e una macinata di pepe nero fresco .  
Come vedete facile e veloce .
Sono ottime anche con verdure miste , salumi , altri tipi di formaggi .
Insomma a proprio gusto .
Mi ricordano molto le serate al pub con gli amici .
Andava molto di moda il “Crostone” ; mi ricordo dei veri e propri menù appositi dove ogni tipo , prendeva un nome in base al condimento utilizzato ; molto spesso il nome della persona che lo aveva ordinato a proprio gusto senza che fosse ne menù .
Allora si trovava il crostone “Elena” , il crostone “Raffaello” , piuttosto che il crostone “Primavera” con verdure , formaggio e crema tartufata ..
Mi sembra di sentirne ancora l'odore ed il sapore , nelle calde notti d'estate , all'uscita dalla discoteca , il tutto incorniciato da un ottimo boccale di birra rossa ghiacciata .
Ricordi e Nostalgia .

GNOCCHI DI PATATE AI PORCINI

 
Anche se non è giovedì prepariamo dei piccoli , leggeri , soffici e gustosi gnocchi ..magari con un sughetto ai funghi porcini .
Gli gnocchi io li faccio molto semplici e basici per un kilo di patate metto 300 gr di farina , nient'altro .
Le patate vanno bollite in acqua leggermente salata e poi schiacciate . La farina si incorpora quando le patate sono ancora calde così si lavora meglio l'impasto .
Una volta ottenuta una palla omogenea prendo delle piccole quantità che affilo creando dei lunghi rotolini a biscia e poi taglio con la punta del coltello .
C'è a chi piace dare forme con forchette o anche semplicemente con il pollice ma a me piacciono più semplici senza grandi decorazioni .
Per il sugo ho usato circa 200 gr di funghi porcini congelati già cubettati . Ovviamente di quelli che abbiamo trovato per boschi nella scorsa stagione e che ho surgelato già pronti da sugo in grandi quantità .
Li ho messi in un tegame , ancora congelati , con un filo di olio extra vergine di oliva e mezzo bicchiere di acqua calda . Li ho fatti andare per circa dieci minuti poi ho sfumato con un bicchiere di vino bianco .
Ho salato , pepato e aggiunto una generosa spruzzata di prezzemolo tritato e un aglio sempre tritato .
Ho lasciato rosolare per qualche altro minuto e a questo punto ho aggiunto un bicchiere di latte (che oltre ad aiutare ad eliminare la tossicità che ogni fungo ha in se , anche quelli commestibili , aiuta a dare al sugo un gusto più delicato) .
Gli gnocchi si lessano in abbondante acqua salata bollente e quando salgono a galla sono pronti , non hanno bisogno di lunga cottura e si scolano direttamente nella padella con il sugo per farli saltare un minuto dando modo ai sapori di amalgamarsi bene .
Una generosa spolverata di Parmigiano sopra al piatto e buon appetito .

lunedì 13 febbraio 2012

SCHIACCIATA DA RIEMPIRE ...MAGARI CON LA MITICA NUTELLA

  

In Toscana quella che comunemente quasi ovunque chiamano focaccia , viene chiamata schiacciata . Se entri in un forno delle nostre zone senti le persone che chiedono ..:”mi dai un pezzo di schiaccia ?”
Eccola qua , fragrante , leggera e molto duttile da riempire a piacimento da cotta o anche da cruda .
Qui si usa fare anche farcita con prosciutto cotto e fontina da crudo e cotta così in modo tale che ne salti fuori una sorta di “torta salata” molto buona .
Ma penso che il delirio sia aperta e riempita con la Nutella .
Le dosi ? 500 gr di farina Manitoba , 100 gr di farina semplice , 25 gr di lievito di birra in cubetto , 100 gr di burro fuso , due patate lesse passate (questo è il tocco che gli da una fragranza tutta particolare) sale e acqua tiepida , e un cucchiaio di zucchero per aiutare la lievitazione .
Si inseriscono gli ingredienti in planetaria ; prima la farina con il lievito ammollato in una tazza di acqua tiepida , e si fa andare la massa che inizi a incorporare elasticità , poi si aggiunge lo zucchero , le patate lesse passate possibilmente ancora caldine , il burro ed il sale .
A seconda della consistenza dell'impasto si può capire se occorra inserire altra acqua o altra farina .
Si crea una bella palla che possiamo terminare di lavorare a mano sulla spianatoia e la si lascia lievitare per almeno un paio di ore .


Poi non ci resta che stenderla in una teglia da forno , creando i classici buchetti della schiacciata e cospargerla in superficie di olio , sale , e rosmarino .
Cottura in forno a 180 gradi per circa 35 minuti .
Una volta sfornata va lasciata riposare un po prima di tagliarla altrimenti si “ammappa” . E poi da gustare da sola o riempire a fantasia …....mia figlia la adora letteralmente con uno strato generoso di quella crema alla nocciola goduriosa conosciuta come Nutella  .

domenica 12 febbraio 2012

SALSICCIA E PATATE ….AL FORNO

 
Con questo freddo concediamoci un po di calorie ...non troppe però .
Perché anziché friggere cuoceremo al forno .
Questa ricetta facilissima praticamente si cucina da sola ed è molto gustosa .
Basta avere un bella piega di salsiccia alla toscana , e delle patate .
Foderiamo una teglia con carta da forno , inseriamo la salsiccia e le patate tagliate a cubetti e cospargiamo con un po di salamoia (quella mia casalinga con sale grosso , pepe , salvia , rosmarino e aglio) .
Inforniamo per circa 40 minuti a 180 gradi , senza aggiunta di grassi , olio e quant'altro .
La salsiccia va bucherellata così in cottura rilascerà il suo grasso che diventerà il fondo del piatto insaporendo e ammorbidendo le patate .
Molto buono .


venerdì 10 febbraio 2012

A VOLTE NON HO VOGLIA DI CUCINARE

 
Oggi è uno di quei giorni …...... francamente svegliarmi di nuovo sotto una bufera di neve mi ha depresso un po . Si lo so che non molti giorni fa ero proprio io a dire di sentire la mancanza di una bella nevicata come si deve , ma adesso la mia voglia è stata soddisfatta più che a sufficienza e da donna “del sole” questo tempo mi ha già stufato . Mi stufa dovermi alzare presto per liberare l'auto dalla neve e riuscire a partire in tempo per accompagnare mia figlia a scuola e andare a lavorare , mi stufa uscire di casa e trovarmi immersa in quasi un metro di neve che lascerà le sue tracce in ogni pavimento che andrò a calpestare e mi stufa avere sempre i piedi congelati e le mani perennemente intirizzite .
Purtroppo sono una di quelle persone che pur adattandosi a tutto si stanca presto del cattivo tempo mentre del sole non si stanco mai ….sono in buona compagnia ?
Mi guardo intorno e vedo tutto coperto da una spessa massa di neve bianca e penso alla stagione in cui invece è tutto asciutto , verde , fiorito ..
Sento alcuni uccellini che si azzardano a cinguettare timidamente , forse uccellini che si erano fatti ingannare dalla stagione buona di qualche settimana fa , che sembrava aver dimenticato che eravamo in pieno inverno e le giornate erano luminose , piene di sole e con un clima decisamente non invernale .
La neve serve , alimenta le sorgenti che altrimenti in estate piangono acqua , aiuta la vegetazione e l'agricoltura ...ma a tutto c'è un limite .
Vi lascio una foto che ho scattato la scorsa primavera dall'alto del Sasso di Castro sui tetti della piccola frazione dove vivo io …...non ricoperta di neve .

giovedì 9 febbraio 2012

SCALOPPINE DI MAIALE ALLA BIRRA DI CASTAGNE ARTIGIANALE

 
Vicino a dove abito io producono una birra artigianale veramente squisita alla castagne ; probabilmente non tutti la conoscono ma negli ultimi anni è diventata di moda la degustazione , oltre che dei vini , anche delle varie birre artigianali che si producono nel nostro paese . Questa è aromatizzata alle castagne e la chiamano “L'Invernale” .
Ha un gusto molto deciso e amarognolo ; è di colore rosso scuro e decisamente non è adatta a chi ama birre più leggere , chiare e dolci .
Io la trovo molto buona e interessante tanto che l'ho utilizzata per preparare queste velocissime e gustosissime scaloppine di maiale .
Pochi ingredienti , ovvero scaloppine di maiale (a me piacciono quelle che hanno qualche rigatina di grasso perché rimangono più tenere in cottura e meno stoppose) , olio extra vergine di oliva , salamoia (di quella che preparo io con sale grosso , rosmarino , salvia , aglio e pepe) un po di farina , un po di succo di limone e un abbondante bicchiere della meravigliosa birra che vi ho appena raccontato .
Si infarinano le scaloppine e le si lasciano rosolare bene nell'olio da entrambi i lati dopo averle cosparse con la salamoia ( non esageriamo perché ricordiamoci che è sempre tutta a base di sale) ; una volta rosolate si aggiunge sopra la carne qualche goccia di succo di limone e si lasciano andare ancora un minuto .
A questo punto si può sfumare il tutto con la birra .
Vedrete che durante la cottura si formerà una bella salsina semidensa formata dalla farina e dalla birra che andrà tenuta sott'occhio per non farla attaccare ne addensare troppo .
Utilizziamo una padella antiaderente per aiutarci in questo lavoro .
Ecco pronte le scaloppine da servire caldissime e ricoperte dal loro sugo alla birra .
Sono gustosissime e quel sughino l'ideale per fare la scarpetta con il nostro fantastico pane toscano .




mercoledì 8 febbraio 2012

PANNA COTTA VARIEGATA AGLI AMARETTI E ORZO

 
La panna cotta è un classico della cucina Piemontese che oramai ha preso campo in tutta Italia tanto da farla diventare uno dei dessert più in voga degli anni 80 .
Farla è semplicissimo e proprio per questo ho pensato di impreziosirla e arricchirla con ingredienti sempre nuovi .
Oggi amaretti e orzo .
Gli ingredienti base sono 500 ml di panna liquida , 6 gr di gelatina in foglio (o colla di pesce) e 150 gr di zucchero ; con questi si ottiene la classica panna cotta bianca da guarnire a piacimento .
Nella mia ricetta invece ho aggiunto anche 200 gr di amaretti sbriciolati e un cucchiaio da tavola di orzo in polvere solubile (di quello da mettere nel latte per la colazione) .
Si mette la panna sul fuoco a scaldare e nel frattempo si ammolla in acqua fredda la gelatina in fogli ; si aggiunge alla panna lo zucchero e l'orzo e la gelatina strizzata bene dall'acqua e si mescola con una frusta per far sciogliere bene tutti gli ingredienti .
Si può togliere dal fuoco perché non necessita ne di cottura ne di bollitura .
Si aggiunge gli amaretti sbriciolati e si mescola il tutto .
Si otterrà un composto abbastanza liquido con il quale riempire delle formine monoporzione oppure anche uno stampo grande .
Si lascia intiepidire a temperatura ambiente e poi si pone in frigo per almeno 4 ore .
Dopo di che si può procedere a toglierlo dallo stampo e impiattarlo per la guarnizione . Noterete che gli amaretti si saranno depositati tutti in superficie e pertanto rimarranno nella parte bassa del nostro dolce pronto , un po come una sorta di granulina di biscotti tipica del Chees Cake .
L'effetto visivo è molto bello e anche quello del palato non è male davvero .
Io ho guarnito con del caramello pronto , una spolverata di orzo e degli amaretti interi .
Ma ognuno può sbizzarrirsi a sua fantasia .

martedì 7 febbraio 2012

POLPETTINE CROCCANTI ALLA FARINA DI MAIS CON AROMA DI LIMONE

 
Un idea sfiziosa per un aperitivo con le bollicine .
Mentre gli ospiti attendono di sedersi a tavola per la cena presentarsi con una buona bottiglia di prosecco freddo e queste polpettine croccanti calde sarà di certo un ottimo metodo per rendere l'attesa più che dolce .
Le polpettine poi si può dire che sono del riciclo perché ho utilizzato ingredienti che avevo in frigo con alcuni avanzi . Ho utilizzato del roast beef avanzato (circa 5 fette) un pezzo di muscolo bollito di manzo che mi era servito per preparare il brodo , carote , patate e scalogno bollite sempre nello stesso brodo (circa saranno stati 2 etti di verdure miste) ; ho passato tutto al tritatutto ed ho aggiunto circa 1 etto di pecorino romano , 1 etto di Leerdammer , entrambi grattugiati , 1 etto di pan grattato , sale , pepe , 1 uovo e un po di scorza grattugiata di limone (questo dona un grande tocco di freschezza al piatto) .
Ho amalgamato tutti gli ingredienti insieme e ricavato tante piccole polpettine , non troppo grosse , adatte ad un boccone massimo due .
Le ho infarinate , passate nell'uovo sbattuto ed infine nella farina di mais .
Le ho fritte e disposte su una teglia che ho poi messo in forno a 160/170 gradi circa per 10 minuti con la doppia funzione di fondere bene il formaggio all'interno delle polpette che non hanno comunque bisogno di una cottura lunga visto che sono state fatte con ingredienti già cotti , e di mantenerle calde fino al momento di servirle .
Oltretutto vengono asciugate dall'olio in eccesso e rimangono croccanti e leggere .
Da provare assolutamente.

lunedì 6 febbraio 2012

FUSILLI AL SUGO DI SALSICCIA PROFUMATA AL SANGIOVESE

 
C'è un sughetto per la pasta abbastanza veloce che risulta sempre molto appetitoso dal gusto particolare .
La salsiccia si sa ...a chi non piace ?
E allora perché non prepararci un condimento sfizioso cercando di “alleggerirla” un po .
Si prende una piega di salsiccia e la si priva completamente della pelle .
SI sbriciola con le mani in una padella antiaderente e la si fa rosolare bene sul fuoco vivo senza grassi aggiunti .
Vedrete che rilascerà tutta la sua acqua e scioglierà il suo grasso .
Una volta fatta questa operazione si filtra la carne in un colapasta per eliminare tutto quanto ha rilasciato in cottura e la rimettiamo nella padella sul fuoco alto sfumando con almeno due bicchieri di vino rosso corposo Sangiovese .
Per questo vi parlavo di alleggerire la salsiccia , perché questa operazione aiuta molto a spurgarne le originarie componenti grasse e renderla più ciccia e meno “lardo” .
Si lascia evaporare completamente il vino e si aggiusta con un po di sale e di pepe (non molto perché la salsiccia è generalmente già saporita di suo) .
A questo punto si aggiunge della passata di pomodoro , non deve essere troppa perché la cottura non si prolungherà per molto e quindi non ci sarebbe il tempo necessario per farla asciugare tutta ; basta quindi che ce ne sia a sufficienza per colorare il sugo senza allungarlo troppo .
Un piccolo tocco è l'aggiunta di una noce di burro e un pochino di zenzero macinato .
E si lascia andare per una decina di minuti , giusto il tempo di cuocere i fusilli in abbondante acqua salata a bollore . Fusilli che andranno scolati leggermente al dente per finire la loro cottura nella padella del sugo con una abbondante mestolata di acqua di cottura della pasta che aiuterà ad amalgamare bene e legare tutti i sapori .
Il piatto è pronto , non resta che aggiungere una generosa spolverate di grana o di pecorino per i più arditi .

SEDANINI AI TRE FORMAGGI




Quando mi viene voglia di una ricetta formaggiosa ma non ho tutto l'occorrente in frigo , mi sbizzarrisco con la fantasia e ci metto quello che trovo . E' andata così anche con questa pasta che doveva essere ai quattro formaggi ma poi è diventata ai tre . Ho utilizzato circa 400 gr di sedanini cotti nel modo canonico con acqua bollente salata . Per il condimento ho messo una padella rivestita in ceramica sul fuoco con poco più di mezzo bicchiere di latte , una volta scaldato ho aggiunto 100 gr circa di grana padano grattugiato , 100 gr circa di pecorino sardo grattugiato , 100 gr circa di Emmental grattugiato , una noce di burro e una macinata di pepe nero ; ho poi aggiunto anche un cucchiaio raso di farina e ho girato bene con la frusta fino ad ottenere una crema liscia e densa .
Veloce e semplice . Ho scolato la pasta dentro la padella con un po di acqua di cottura e fatto saltare per un paio di minuti . Alla fine ho aggiunto una macinata di pepe nero fresco .
Molto profumato e goloso per chi come me ama il formaggio .
Buon appetito .

venerdì 3 febbraio 2012

IMMORTALARE LA NEVE ....SI PUO'

 
Ho pensato …..perché non far vedere quello che succede fuori da casa mia mentre cucino qualcuna delle mie ricette in questi giorni ?
Si sente tanto parlare di questo freddo siberiano , neve a volontà che tanto ci voleva ma tanto ci disturba , strade impraticabili , difficoltà nel muoversi e fare quello che quotidianamente si deve .
Insomma ..sarà difficoltoso e sicuramente lo è di più per chi vive in città e non è abituato a fare i conti con la neve …..ma noi...la neve la conosciamo bene , è ormai una nostra coinquilina che puntualmente ogni anno arriva a trovarci e si ferma un po da noi ad albergare ...siamo pronti ad accoglierla , sappiamo come fare per far trovare lei a suo agio e non dare a noi troppo disagio ….
E allora riusciamo anche a goderci quello che di bello ci lascia ….i suoi panorami , i suoi fiocchi candidi ...la sua magia e l'atmosfera che tutto intorno crea ….
Insomma la nostra neve di montagna che oggi condivido con voi …


giovedì 2 febbraio 2012

INSALATA ALLA SICILIANA CON FINOCCHI ED ARANCE

 
E' singolare pensare come due frutti della terra tipici della stagione più fredda , combinati insieme riescano a dare vita ad un insalata così fresca e depurativa che sarebbe l'ideale in estate quando fa più caldo .
Comunque questa ricetta che sto per darvi è l'ideale anche in inverno per accompagnare piatti più complessi e ricchi di sapori in modo tale da riuscire a ripulirsi e sgrassarsi la bocca durante il pasto .
E' semplicissima , gustosissima , velocissima e freschissima .
Ci occorrono solo dei finocchi freschi , delle arance dolci e sugose , sale , pepe , olio extra vergine di oliva , aceto balsamico . Stop .
Il segreto della riuscita di questa insalatina è il taglio della verdura e del frutto e la qualità del condimento .
I finocchi vanno tagliati sottilissimi e le arance vanno pelate al vivo (ovvero tolta la buccia con il coltello fino ad arrivare alla polpa eliminando completamente il bianco .
Se siamo fortunati e sono senza semi e di quella succosissime si può tagliarle direttamente a mezze rondelle sottili altrimenti andrà pelato a vivo singolarmente ogni spicchio privandolo della pellicina esterna sempre con l'aiuto del coltello che andrà ad incidire prima una estremità della polpa dello spicchio e poi l'altra ottenendolo completamente privato da bianco e pelle .
Si uniscono arance e finocchi tagliati e si condisce con olio evo di ottima qualità , sale (anche un rosa dell'Himalaya) pepe nero macinato fresco e aceto balsamico (magari un riserva) . SI mescola bene e si impiatta per servirla immediatamente magari con una piccola guarnizione di foglia del finocchio e accompagnata da un buon prosecco del Veneto . Io la vedo perfetta in accompagnamento a dei fritti .

RAOST BEEF DAI MILLE USI

 
Diciamocelo pure , io non sono una grande consumatrice di carne , ma mia figlia è decisamente una carnivora e molto spesso mi fa la classica domanda ..:”ma un po di ciccina oggi no ?” ...E puntuale quella domanda è arrivata anche oggi , così sono arrivata al compromesso di preparare qualcosa per la cena a base di carne concedendoci un classico piatto di pasta per il pranzo .
Una delle cose che le piacciono di più sono il roast beef ; adora la carne al sangue ; comunque questo tipo di ricetta ,se preparata con qualche piccolo accorgimento arriva ad incontrare il gusto anche dei più ostici predicatori del partito “NO carne al sangue” .
Ci occorre un bel pezzo di carne di vitellone specifica da roast beef , i migliori sono il girello o la noce .
La si lega con lo spago (oppure lo si fa fare al macellaio) e si massaggia con un battuto di salvia , rosmarino , aglio , sale grosso e pepe .
Io ne preparo diversi vasi durante l'estate che conservo in dispensa (uno stanza abbastanza fresca e asciutta) per tutto l'inverno .
Del resto l'estate è il periodo in cui la mia salvia ed il rosmarino danno il meglio di loro sprigionando tutti i loro oli essenziali e arricchendo al massimo la mia salamoia casalinga .
Poi si fa rosolare in un tegame a sponde alte in abbondante olio extra vergine di oliva , sedano , cipolla e carote . Io con le carote abbondo sempre ; ne faccio una grande quantità di rondelline perché poi mi piace usarle come contorno al roast beef , assorbono tutto il sapore dell'intingolo e della carne e sono deliziose .
Una volta rosolate lievemente si inserisce il pezzo di carne e lo si fa rosolare a sua volta su tutti i lati per sigillarlo bene e a questo punto si sfuma con un bel bicchierone di vino bianco .
LO si lascia evaporare , si aggiunge del brodo o vegetale o di carne e si chiude il tegame abbassando la fiamma e lasciandolo andare per circa 20-25 minuti .
In questo modo si ottiene un roast beef con il classico interno rosato ma non troppo .
Chi vuole può prolungare la cottura ma di certo nel risente la consistenza della carne che risulterà meno tenera .
A questo punto la carne è pronta . Si spegne il fuoco e la si lascia riposare nel suo brodo per almeno un oretta .
E' molto importante lasciarlo riposare perché appena cotto sarà praticamente impossibile riuscire a tagliarlo bene e sopratutto non avrà ancora redistribuito i suoi succhi in modo omogeneo nelle fibre della carne e risulterebbe troppo sanguinulento .
La cosa migliore è farlo raffreddare completamente e trasferirlo in frigo per una notte .
Il giorno dopo sarà ancora più buono , più facile da tagliare e succulento al punto giusto .
In questo modo lo si può utilizzare a freddo per farcire un panino o un toast , oppure per fare una sorta di carpaccio con scaglie di grana e rucola , oppure ancora degli involtini con formaggio spalmabile . Oppure lo si può tagliare disporre sul piatto di portata con il suo sughino e farlo passare per qualche minuto nel microonde per farlo riscaldare al punto giusto senza intaccare la sua cottura.
E' davvero buono , anche per me che non sono una grande carnivora .